Responsabilità Penale per il Doping

La legge 376 del 2000 nell’art. 9 prevede il reato di chi si sottopone a pratiche mediche – non giustificate dalle proprie condizioni psicofisiche – al fine di modificare le proprie prestazioni o anche semplicemente per alterare il risultato dei controlli antidoping specificando le circostanze aggravanti che portano ad una maggiorazione della pena

  • se dal fatto deriva un danno per la salute;
  • se la persona coinvolta nel doping è un minore;
  • se l’illecito è commesso da un dipendente o componente del C.O.N.I. di una Federazione,
    di una società o di un’associazione riconosciuta.

Sono previste anche pene accessorie nei confronti dell’autore del reato, se di fatto esercita una professione sanitaria (medico, chirurgo, odontoiatra, farmacista, veterinario, infermiere professionale) quali rispettivamente l’interdizione temporanea dall’esercizio della professione e l’interdizione permanente dagli uffici direttivi, oltre alla confisca dei farmaci e di quant’altro utilizzato o predisposto per commettere il reato.

Infine è, altresì, punito chi commercia illegalmente, in luoghi diversi dalle farmacie medicinali e sostanze farmacologicamente o biologicamente attive: per quest’ultima ipotesi la sanzione prevista è la più grave, in quanto è disposta una pena detentiva da due a sei anni e una multa fino a 75.000 euro.

Consulta il documento tecnico attuativo del Codice Mondiale Antidoping e dei relativi standard internazionali